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lunedì, 04 giugno 2007
La città proibita: una Medea cinese con un bel 300 finale

Come spesso capita ho vista questo film quasi per caso.
Anche i cinesi vogliono mostrarci la loro bravura nel creare film ad alto impatto visivo. Qui siamo nell’impero cinese di oltre 10 secoli fa; i cinesi da millenni erano grandi maestri nell’arte metallurgica e nell’ebanistica, e’un pullulare di sontuosi tappeti, pareti a scomparsa, abiti finissimi, acconciature elaborate. La storia vede protagonista l’imperatrice che orda una manovra per destituire il suo consorte. Il regista ci fa viaggiare per le stanze e i corridori del palazzo imperiali e dei suoi intrighi. Alla fine, il nono giorno del nono mese dedicato alla festa dei crisantemi avviene una gigantesca battaglia, che al confronto quella di 300 pare una bega condominiale, non scherzo! Non si può non notare come, finita l’epico scontro, coi cadaveri ammassati sui fiori di crisantemo, la precisa e sagace servitù imperiale si dà da fare per pulire l’estesissima piazza della reggia imperiale e metter nuovi fiori. Questi cinesi stupiscono sempre!

Postato da: creonte alle 17:16 | link | commenti (14) |
film e politica

 

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