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mercoledì, 13 giugno 2007
i Circoli e la politica

Cosa sono i circoli della libertà? Sarebbero per certi verti la confcommercio o la confindustrai della gente comune e della piccola e mdeia borghesia. E' quindi naturale che, per i temi proprosti, i propri iscritti o non votino o stanno con qualche  partito del centro destra (o al massimo siano di csx delusi). Come la CISL, che al suo interno ha persone di FI o della Margherita.
I singoli circoli quindi non possono fare attività unitamente a partiti politici o associazioni, salvo approvazione del COMITATO CENTRALE: i circoli della libertà sono un MARCHIO, e chi l'ha inventato e registrato, lo gestisce come meglio crede.
Perchè parlo di questo? Si è animatamente dibattuto all'interno del nostro circolo se fosse stato il caso di inserire la notizia delle primarie romane di FI nel sito ( www.circoloromaliberale.it ) ed eventualmente se fare presente della mia candidatura (sono il capolista!). Io ovvviamente, dopo la lettera esplicita ricevuta dal presidente del circolo, ho compreso che non poteva avvenire un appoggio concreto nei miei confronti. Ma è passata una linea "ultaortodossa" che non vuole neppure dare la notizia: esistono primariedi FI a Roma, e un circolo di Roma non la deve dare, è politica.
Ricorda tanto lo sciopero dei giornalisti del Giornale che non volevano come allegato Il giornale delle libertà. La motivazione ufficiale era che il giornale è quotidiano di opinione, non partitico e quindi non volevano un supoplmento partitico, Scopriamo quindi che per i gionalisti del giornale i circoli sono organismi partitici, mentre il decalogo de cricoli impone tassativamente una cesura con le istituzioni politiche: i circoli sarebbero la piazza, non il palazzo: "mica come quelli della sinistra, che hanno sindacalisti ovunque, fino alle più alte cariche istituzionali! Ovvio che invece lo sciopero dei giornalistii era dovuto al fatto che fosse un supplemento scritto da cittadini e non da persone iscritte all'albo, è solo un problema di pagnotta.

Tutti dimenticano una cosa: le primarie di un partito rappresentano l'apertura di tale organismo al "popolo", alla "società civile": è un diritto quindi, ma quasi nanche un dovere che i circoli si attivino all'interno di questo fenomeno democratico. Le primarie, se funzionano, si fanno per aprire i partiti "alla gente", per far capire che non è tutto deciso a prirori. E' quindi naturale che le primarie siano visti di mal occhio dai "colonnelli" del partito, perchè sono l'anticamera per formare nuove leadership.

Come i giornalisti del giornale manifestano contro il giornale della libertò, così i "colonnelli" dei partiti storciono il naso alle primarie. E' arrivata una lettera -in modo curiosamente tempestivo- di M.V.Brambilla al presidente del circolo in cui tassativamente affermava che i circoli sono organizzazaioni di cittadini e si devono tenere alla larga dai politici.  Questo è sintomo delle pressioni dall'alto. Ma se un movimento d'opinione si vuole proclamare come fenomeno dal basso non dovrebbe "scomunicare" con troppa facilità, ma lasciare liberi gli associati e i singoli circoli di attivarsi secondo i loro desideri e le loro aspirazioni.

Postato da: creonte alle 05:49 | link | commenti (20) |
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