Io e il mondo

qualcosa di personale e qualcosa sui massimi sistemi

lunedì, 04 giugno 2007
La città proibita: una Medea cinese con un bel 300 finale

Come spesso capita ho vista questo film quasi per caso.
Anche i cinesi vogliono mostrarci la loro bravura nel creare film ad alto impatto visivo. Qui siamo nell’impero cinese di oltre 10 secoli fa; i cinesi da millenni erano grandi maestri nell’arte metallurgica e nell’ebanistica, e’un pullulare di sontuosi tappeti, pareti a scomparsa, abiti finissimi, acconciature elaborate. La storia vede protagonista l’imperatrice che orda una manovra per destituire il suo consorte. Il regista ci fa viaggiare per le stanze e i corridori del palazzo imperiali e dei suoi intrighi. Alla fine, il nono giorno del nono mese dedicato alla festa dei crisantemi avviene una gigantesca battaglia, che al confronto quella di 300 pare una bega condominiale, non scherzo! Non si può non notare come, finita l’epico scontro, coi cadaveri ammassati sui fiori di crisantemo, la precisa e sagace servitù imperiale si dà da fare per pulire l’estesissima piazza della reggia imperiale e metter nuovi fiori. Questi cinesi stupiscono sempre!

Postato da: creonte alle 17:16 | link | commenti (14) |
film e politica

martedì, 13 settembre 2005
un film con i video musicali

20 centimetri: Insomma, avere 20 centimetri e un patner dal sedere a pesca che non aspetta altro può non esser la felicità per una persona. Marieta, alias Alfonso, ha ereditato dal padre il nome e quei 20 centimetri e non si sa cosa odi di più. Per fare l'operazione, lei povera, si dedica alla prostituzione, che - per carità!- non gli/le rende male, ma il suo pensiero è altrove. Soffre di narcolessia e quando sprofonda nel sonno sogna di essere la protagonista di un video musicale. La misura Ë importante: il suo amico nano non puÚ imparare il violoncello, non ha le misure; e lei , come può considerarsi donna con quel peso sullo stomaco o poco più giù? Il film ha tratti "neorealistici", coi mercati, i rioni... ma nel contempo Ë onirico, i sogni di Marieta rivelano la sua vera essenza. Reponedor, lo scaricatore al mercato, è famoso in Spagna, è un cantante e fa parte del telefilm "Paso Adelante". Un film che meriterebbe di esser visto anche solo per le scene musicali: tombola, parole ( nella versione di Dalida), True Love, Las Ratonas, I want to break free.

Postato da: creonte alle 20:05 | link | commenti (22) |
film e politica

venerdì, 22 luglio 2005
Walter e Giada: la poesia è un gol di Totti

Casualmente mi sono imbattuta in questa perla delle televisione italiana. Trattasi di un fotoromanzo televisivo che lascia sbigottito il telespettatore come me abituato a Beautiful e Everwood. I personaggi, ovviamente romani, sono ben ricchi di stereotitpi da essser molto credibili. Ce ne fosse uno con un minimo di dizione! :) Probabilmente se la Lucia di Manzoni fosse stata romana dei nostri tempi parlerebbe come Giada e avrebbe la sua personalità. Il cavalier Bonfiglio, il notaio Spada ( con tanto di Palazzo Spada da non confondere con l'edificio storico! ), Teresa, Dado... tutto è fatto volutamente a macchietta, ma a macchietta realistica. E' la vera fusione di finto e reale: è neorealismo de li tempi nostri, quindi un neorealismo finto. La voce narrante fuoricampo è un giubilo per le orecchie, l'unica voce da attore. Consiglio a tutti di vederlo, chi vive a Roma ritroverà i modi di essere locali. Carino è poi l'uso di far parlare i personaggi fuori la trama, come un "confessionale" del GF. Su Rai3 alle 20:30

Postato da: creonte alle 09:22 | link | commenti (37) |
film e politica

domenica, 23 gennaio 2005

 Dopo un'Iliade senza dei, questo Alexander pare quasi un capolavoro. Stavolta non parlerò del film, odiato dai liberal in quanto epopea di un guerrafondaio e dai Christian conservative per la sua attività omosessuale (comune all'epoca). Mi preme solo far presente ai 25 blogger che mi seguono, che secondo me un film su Alessandro dovrebbe essere accompagnato dalle polemiche nei confronti di suo padre da parte di Demostene e dell'istruzione datagli da Aristotele ( da Aristotele, non da Platone!). Le conquiste rimangono nella storia e nei film di Holliwood, le arringhe solo nei libri. Per ulteriori approfondimenti vedi 31 Agosto e qualcuno sulla categoria greca, ma non ho trovato Demostene, mah!

Postato da: creonte alle 17:37 | link | commenti (12) |
film e politica

giovedì, 13 gennaio 2005
Dibattito sul fumo nato su blog per la libertà

Stato di diritto

Stato sanitario

Stato pensionistico

Abbiamo uno Stato che si permette di dirci cosa fare o non fare in troppi aspetti privati. Non nè un fatto privato, coinvolge altri a vario titolo.Perché non possono esistere locali pubblici dedicati solo ai fumatori? Anticostituzionale creare norme eccessivamente restrittive per i locali in cui sia possibile fumare. E' questa la critica feroce di Feltri: gli emendamenti della legge son per lui troppo restrittivi: MENO del 50% può esser dedicato a sale per fumatori, togliendo la libertà di fare locali PUBBLICI per soli fumatori. L'alcol pesa più del fumo nella spesa sanitaria.Se però mi compro ad un qualsiasi supermercato una bottiglia di Grappa e me la bevo tutta e ci guido pure.....faccio una strage! Ora detto ciò su fumatori, ignoranti, tossici, chi più ne ha ne metta...facciamo qualcosa anche contro l'alcolismo visto che procura più morti delle sigarette, famiglie distrutte, maltrattamenti sui minori.. Sirchia ha intenzionedi far qualcosa sull'alcol ( e pure sulle droghe Fini aveva detto la sua). Lunardi ha detto che la patente è come il porto d'armi e la patente a punti non basta. Ma in quanto può essere quantificato il risparmio medico con il divieto del fumo tenendo conto dei costi per gli psicofarmaci, per i medicinali per smettere di fumare...prendiamo questa cifra e stampatela bene in mente : secondo lo Stato è il prezzo della nostra libertà. Bella frase, ma a voler esser pignoli, gli psicofarmaci li prenderanno i fumatori, non i non fumatori. Perchè dobbiamo pagare i costi sociali (anche in vite umane) dell'alcolismo o della tossicodipendenza, mentre dobbiamo considerare il fumo come un costo non sostenibile? perche negli uffici o al bar si fuma, non ci droga: se entro con un bambino o una donna incinta vedeo esser libero di farlo e anche le camerie hanno i loro diritti: perchè devono SUBIRE il fumo dei clienti? Non è solo per la salute sul luogo di lavoro: il fumo impuzzolisce e a molti dà fastidio. Io voglio stare senza cintura in macchina e preferischio rischiare di morire piuttosto di creare l'effetto salume : allo Stato non deve interessare. No, non è vero: non abbiamo il diritto di morire, è uno sgarro alle persone che ci vogliono bene ( e comunque i giovani sono una risorsa preziosa, lo stato non può permettere che muoiano, dopo tutti i costi che ha sostenuto per istruirli e i genitori a crescerli; e lo stesso vale per un "padre di famiglia" ). Una legge per oscurare le reti dei telefoni cellulari nei locali pubblici e nei treni, perchè l'onda elettromagnetica emessa da un cellulare è paragonabile (per stessa ammissione di un progettista di questi apparecchi infernali) a quella di un forno a microonde. Non esistono prove del danno a lungo termine ( a breve non ce sono ); e comunque il fumo dà FASTIDIO. Questa Creonte è una legge aniproibizionista e già un effetto l'ha ottenuto: sono ricomparse le sigarette di contrabbando. Non capisco la relazione: è il fumo che è bandito, non la sigaretta. Gli studi delle multinazionali del tabacco dicono che ci sarà una diminuzione del 5% del consumo di sigarette: non ci fidiamo neppure delle multinazionali? E poi.. via crediamo ancora alle "favole" uno Stato che vieta il fumo ed è produttore di sigarette? E alla favola che se le persone muiono prima lo stato ci guadagna perchè paga meno di pensione? Non si tratta di dibattiti sulla morale, Creonte: ti leggevo e riconoscevo le stesse parole di G. Ferrara; allora, simpaticamente mi preoccupo! Io simpaticamente mi compiaccio, comunque sono più dibattiti di pura politica: trattano delle relazioni fra stato di diritto, stato sanitario e stato pensionistico; come ho già detto, senza pensioni e sanità pubblica, lo stato di diritto ne uscirebbe rafforzato. Non capisco perchè questo sia considerato di sinistra...Certe leggi propagandistiche, nascono da un' evidente ratio ma son solo l'abito di un monaco senza vocazione.. Ci vuole ben altro per convincerci. I paesi civili hanno leggi simili: lo stato di New York, la California, l'Irlanda ( lì si che hanno avuto le palle i politici, con gli usi locali che avevano! ). La stampa internazionale ha apprezzato la legge: la "bella vita" con le sigarette è cambiata. Poi c'è anche chi considera un proprio diritto fare la caccia alla volpe! Uno stato attento al benessere dei propri cittadini non provocherebbe disagio sociale con tagli alle pensioni ed alleggerimento di contratti lavorativi sempre più precari; non lascerebbe i propri giovani a "dementire" (un neologismo che mi rende l'idea..) davanti a vuoti programmi tv, stupendosi poi del successo di nuove droghe micidiali o delle vecchie (l'alcoolismo è contagioso, come no!!). Giusto, l'alcol è contagioso, Giusto, i tagli alle pensioni creano disagio sociale, Giusto, il lavoro precario è disagio. Sono problemi che lacerano tutti i paesi europei, ma sia governi di sinistra che di destra, sia germanici che latini, hanno fatto rifome in questa direzione: vuol dire che era inevitabile: con pochi figli, ci tocca sgobbare di più e non abbiamo alle spalle quelle enormi famiglie che sono il vero stato sociale.Come a dire che in fondo laddove, lo stato è assente, sopperisce la mafia? Connetti il cervello prima di leggermi.Tutti i tuoi commenti esulano, dall'entrare nel merito della questione. Ti muovi (indifferentemente), dalla campagna antifumo, alla procreazione assistita, dalle "tette" di una donna, alla "funzione sociale" di cosa nostra, come un elefante dentro un negozio di porcellane... Non sono stato io a cominciare con le tette. A parte il fatto che se una donna decide di"avere le tette"(ma non si chiamamo mammelle?), deve poter essere libera di farlo.
A parte il fatto che se una coppia ha il desiderio di avere un figlio con la procreazione assistita, deve essere messa in grado di poter esaudire questo desiderio. Uno stato laico (che è il presupposto fondante dello stato di diritto),deve poter garantire i diritti civili di ciascun cittadino e cittadina, attraverso una legislazione che di quella laicità, sia garanzia. Tette, non mammelle: le mammelle ce le hanno tutte e serve per allattare, le tette sono quelle per far colpo sugli uomini e suscitare invidia nelle donne: a carico dello stato o no?

Più denti gialli per tutti! ( e pensioni maggiori per vite più brevi )

Più denti gialli per tutti! ( e pensioni maggiori per vite più brevi )

Più denti gialli per tutti! ( e pensioni maggiori per vite più brevi )

Postato da: creonte alle 11:49 | link | commenti (11) |
film e politica

mercoledì, 01 settembre 2004
link su Moore

http://slate.msn.com/id/2102723/

http://www.medialens.org/PHPBB2/viewtopic.php?t=676

http://www.moorelies.com/

Postato da: creonte alle 13:39 | link | commenti (15) |
film e politica

domenica, 15 agosto 2004
Il grosso grasso matrimonio greco.

E’ una storia che si può adattare a tanti gruppi di immigrati negli USA. C’è la protagonista, che realizza il sogno americano: esce dalla routine quotidiana, decide di studiare, si rifà il look (lei così poco armonica e cicciottella rispetto alle sue coetanee), incontra per caso un uomo bello e ricco ed è colpo di fulmine. Lui riesce ad adattarsi agli usi della famiglia di lei (quando lo devono battezzare è così esilarante e umiliante!). Il padre greco infine accetta le origini non elleniche del suo genero; per la madre è una gran festa; lei che cucina interi agnelli come fossero pizzette surgelate. La famiglia di lui è la classica famiglia altolocata, tollerante e di poche parole. Vissero tutti felici e contenti, in un villino accanto a quello dei genitori di lei!

Beh, può sembrare una storia banale, come in effetti è, ma è praticamente la sintesi della storia contemporanea della popolazione statunitense. C’ è l’american dream di lei ( è una fatica come Rocky IV; come è difficile uscire dalle gabbie sociali!) che comunque rispetta le tradizioni, fa studiare il greco alla figlia , ma le promette che potrà sposare chi vuole da grande. Il film è comico, in quanto tutti i personaggi grechi sono fortemente caretteriìzzarti. E qui i distinguo: forse sono caratteristiche dei greci d’America, non degli europei, come potremmo dire degli italiani (“I Soprano”)o degli ebrei polacchi (“La Tata”). Io credo che l’America fa rivivere l’animal spirit delle genti, è un popolo alla penultima moda. In fondo i Sons of Italy non resisterebbero un giorno nella nostra Italia! Anche gli inglesi prendono le distanze dai loro cugini: forse è colpa dell’alimentazione?

Postato da: creonte alle 16:05 | link | commenti (21) |
film e politica

giovedì, 15 luglio 2004
Rocky IV: lo Ubermensh nè apollineo nè dionisiaco; la rivicincita di Ettore.

Forse è uno dei film più visti dal grande pubblico. Qui Rocky sfida il mitico "Ti shpiezzo in due" russo. Il protagonista americano è di origini italiane, il russo è forte geneticamente e ha un programma di alimentazione e di allenamenti davero spartano del duemila: tutto sport, sport e sport. Rocky si allenerà in Siberia, farà il cane da slitta, solleverà tronconi, avrà una grossa FORZA DI VOLONTA', una grande RESISTENZA CONTRO LE AVVERSITA' AMBIENTALI. Alla fine vincerà contro il russo, che rappresenta IL MATERIALISMO POSITIVISTA MARXISTA. L'America ha vinto i russi con gli euromissili e con Rocky IV. E' autenticamente la rivincita di Ettore contro Achille: la forza dello spirito umano, come ERCOLE che diventa FATICANDO UN DIO, come GILGAMSESH, che diventa immortale come un dio.

Postato da: creonte alle 14:46 | link | commenti (4) |
film e politica

lunedì, 05 luglio 2004
Film e politica: C’era una volta in America.

Non parlerò di quello che in fondo è il miglior film della storia del cinema, ma lo userò solo come spunto storico. Fino al 1880 si può considerare l’immigrazione negli Stati Uniti puramente di gente germanica (inglesi, irlandesi, tedeschi, olandesi, svedesi). Col finir del secolo arrivano ondate di polacchi, italiani e greci. Spunteranno pure gli ebrei mitteleuropei, che non verranno trattati benissimo ma spesso meglio che in Europa. Nella scala del mercato del lavoro gli italiani e gli ebrei stavano in fondo, seguiti solo dagli afroamericani. E’ scontato quindi che gente “borderline” venisse tentato a fare lavori poco puliti o comunque “stravaganti”: alcuni ebrei erano diventati grandi banchieri perché nel medioevo erano gli unici che prestavano a interesse. Ora si cimenteranno con quello stranoi fenomeno da baraccone che chiamano “cinema”. Ed ecco che Holliwood è “in mano agli ebrei”. Nel film “C’era una volta in America” seguiamo la vita di un gruppo di mafiosi ebrei polacchi (come Francesca Cacace del telefilm “la Tata”). Diventeranno molto potenti e ricchi, perché è così che ci si arricchisce: fare lavori che gli altri non vogliono o non possono fare. Gli ebrei, come gli italiani, verranno sempre considerati un gradino sotto gli Wasp (gli angloprotestanti). Per gli ebrei ci sarà una svolta di 180 gradi con la guerra di Israele del 1967. E’ solo da allora che gli USA diventano filoisraeliani e di conseguenza filoebraici. Quando ci fu in Germania il fenomeno nazista pochi ricordano che se i tedeschi impararono gli olocausti dai turchi, furono i Russi con i falsi protocolli di Sion e americani come Ford (quello che inventò il lavoro seriale per le industria) che manifestavano odio profondo nei confronti degli ebrei a indottrinare il popolo tedesco. Molti ricorderanno il poeta filomussoliniano Ezra Pound. Fu un grande poeta americano che visse in Italia e odiava il capitalismo ebraico. Per ora mi interrompo qui.

Postato da: creonte alle 15:09 | link | commenti (8) |
film e politica

 

Bottoni

Counter

visitato *loading* volte

online