qualcosa di personale e qualcosa sui massimi sistemi

Si è tenuto ieri un incontro con le principali personalità dell'internet poltico di centrodestra. a suo tempo il corriere decise di scrivere che il cdx ha una minore visibilità in rete. Certamente vero nell'ambio dei siti ufficiali, ma non credo che la testata giornalistica si riferisse anche al mondo 2.0, ai blog e ai forum che , anzi, forse sono ben più attivi.
Vissto che s'è detto ieri ben poco cerco di colmare col blog e precisare meglio il panorama italiano. Non è vero che la blogosfera non conti nulla in talia, abbiamo invece avuto un caso in cui l'opinione dei navigatori ha cambiato decisamente un atto di governo: mi riferisco alle decise proteste dell'intera massa di blogger in tema di "regolarizzazione" dell'informazione on line: inventare leggi nel ventunesimo secolo che ricalcano abitudini del novecento ma adatte al mondo dell'ottocento non è una gran cosa!
Punto fondamentale: internet sa creare proteste ORDINATE senz' aver bisogno di figure apicali.
Ci siamo resi conto come i comizi abbiano perso valore, fanno parte di un'era "proptestante", degli albori dello sviluppo delle dottrine politiche: i vari comizi riflettevano diversi modi di intendere la vita, erano "cosmologiche". Oggi non è più così. Si vorrebbe parlare sempre di "temi concreti"; tali questioni NON si possono affrontare col metodo comizio o quello televisivo/reality-style. Gli stessi discorsi nelle sedi di partito rappresentano ben poco. A oggi sono ben pochi i politici che usano internet per seguire l'andamento dell'opinione dei propri elettori: un blog e un forum possono essere più utili di decine si indagini statistiche e persino del cosiddetto "contatto con la gente", che alla fine della fiera è mera apparizione e nulla sostanza.
QUESTO vuole dire PdL 2.0, è un metodo di raccolta del consenso veramente direttto: su intent ci sono solo paole, fatti concreti, nessun sorriso, nessuna battuta di circostanza... nessuna CENA ELETTORALE! :-)
E' la politica al puro e se ingrana , credo non si potrà tornare indietro: è quel suffraggio universale delle opinioni, idee e progetti che rappresenta il lascito principale del nostro secolo: e come tornare a magiare uno snack scadente dopo aver provato una buona cioccolata fondente.
Finalmente non vedremo più accanirsi i politci per avere 30 seondi di telegiornale: i politic devono torvare la visibilità altrove: Obama mette immediatakmente su internet tutti i discorsi che tiene: il PC e non la TV è il massmedia autenico per la politica.
Se volete una critica più serrata dell'evento sintonizzatevi su www.brugnols.splinder.com
Seganlo anche il nuovo blogger www.micheleruschioni.blogspot.com
E infine ai romani consiglio www.circolormaliberale.splinder.com
Insomma, se togliamo i gay dall'organizzazione ecclesiastica forse è meglio chiuder bottega e diventar protestanti. Alberto Ruggin potrebbe far parlar di sé a lungo per il suo COMING OUT (e non outing come persino il SACRO CORRIERE considera a scrivere).- Alberto, fra i fondatori del circolo delle libertà di Este a Padova, ha partecipato a Ciao Darwin come omosessuale ed è stato espulso dal coro della chiesa. Diciamo che il parroco ha probabilmente agito "d'ufficio": immaginate la comunità locale, molto democristiana da quelle parti, che probabilmente avrebbe mugugnato a mandare i figli in quel coro. Tra l'altro Alberto è persino catechista. Son cose che non credo sconvolgeranno la chiesa, ma forse il dibattito all'interno di FI potrebbe accendersi. Si può dire qualcosa più di destra de "a Frocio!" dello Storace delle barzellette? Vedremo se perlomeno la Brambilla dirà qualcosa a riguardo su questi "omocons".
Nell'Islam sunnita Dio ha dato in modo chiaro e inequivocabile la Legge agli uomini. Si stabilisce quindi un contratto fra il creaotre e le sue creature. Il "sonno" dei popoli arabe dopo la caduta di Baghdad nel XIII è dovuta sostanzialemente a questo. Non esiste il concetto di progresso nella storia, nè esiste alcunchè di dialettico fra le classi sociali: questo è il mondo, così come è stato creato, il buon mussulmano deve solo imitare il modello descritto dai dotti guridici dell'Islam. La contrapposizone è evidente col cristianesimo, specie col ccattolicesimo e gran parte del protestantesimo moderno, ma non con l'ortodossia, guardacaso la confessione cristiana col minore progresso civile. Per me che sono kelseniano niente di nuovo, ma è un buon punto di riflessione per coloro che a sinistra considerano in modo troppo religioso la carta costituzionale italiano del 1948. Il cattolicesimo ha il concetto di progresso enulcleato nel principio che lo Spirito Santo si manifesta sempre di più nel mondo: questo porta all' Ottimismo cattolico in politica internazionale (ci saranno sempre meno guerre, ci saranno sempre più diritti civili...). Il protestantesimo di base è stato più interessato alla persona che non alla storia collettiva, ma anche questa ormai segue la forma mentis cattolica (l'ONU o la FIFA sono organizzaazione di mentalità cattolica). I protestanti che si rifanno al cristianesmio delle origni, o gli Amish della Pennsilvania non rappresentano il più il grosso del protesatntesimo. Al contrario nell'Islam sunnita, che no ha assorbito questi concetti espressi filosoficamente da menti come Hegel o Marx, ci sono tendenze che si richiamano all'islam delle origini come unico modo per essere un vero mussulmano. Al contrario i cristiani non badano alle opinioni di Paolo di Tarso sul velo e su tante altre questioni.
io sto con i DS: è un loro diritto avere una banca. sistema bancario poi, sponsorizzato a spada tratta dai comici sedicenti di sinistra. il punto semmai è che i politici sono "RICATTATI" dagli imprenditori, solo dei politici imprenditori potrebbero aver potere su di loro, non viceversa. la questione è che i magistrati hanno un concreto potere dissuasorio, i politici no, in quanto servi dello stato, o per meglio dire di chi li vota e di chi li finanzia: non sono "autofinanziati e autovotati". il vero scandalo è invece un barista Billè che può gestire in perfetta autonomia le risorse della sua organizzazione senza avere un vero controllo da parte degli stessi iscritti. ma accade così ovunque??? ps sulla querela di d'Alema al foglio voglio approfondire.
Il tema ha suscitato un certo dibattito nei vostri commenti. io certamente ho sbrigato in troppe poche parole la questione manifestando in ognuno di voi un pensiero diverso! Non era una questione di teocrazia irrazionale come l'ha intesa Devilstrainer, nè di arroganza della fede di Esperimento. La mente è fallace come ci ricordano Cri e Tapilcol. Ma il blogger di butirrometo ne sa più di me: "Zichichi ha molti difetti, per esempio quello di scrivere nei suoi libri sempre le stesse cose, ma è un galileiano, e in quanto tale non accetta teorie che non rientrino nei tre livelli di credibilità scentifica: - formulazione matematica ed esperimenti riproducibili - formulazione matematica ed eventi osservabili - formulazione matematica ed effetti osservabili La scienza galileiana non obbliga alla chiusura di un problema con la prima teoria, la teoria deve essere confermata da esperimenti od osservazioni. Zichichi, contrariamente a me, ha anche fede: ma questa non entra nella sua visione della scienza, ma nella visione dello scienziato. Ritiene che lo scienziato con fede "abbia più spinta" nella ricerca della verità, perché esso ricerca le tracce di Dio nel creato." piccole "perle": Zichichi farebbe di tutto per farsi finanziaie i suoi congressi ad Erice di cui poi parla solo La Sicilia o raiUno. Ormai non può uscirne. (Missy) l'illuminismo ha prodotto il liberismo. (ilbuffone): questa merita un altro post!
Un sospetto ce l'avevo, ma mai avrei pensato a 9 punti di distacco. Ci sarà un sindaco di csx e una maggioranza di cdx. Questo segnale evidenzia anche l'impossibilità per la CdL di un recupero alle politiche? Al secondo turno il 10% circa degli elettori del csx non è andato a votare e quasi un quarto di quelli di cdx ( colpa della pioggia o del fatto che si sentivano già sconfitti? ma più probabilmente il motivo che al primo turno sono andati a votare l'amico ). Anche la seconda motivazione potrebbe aver spinto molti elettori a disertare le urne. L'Unione dimostra di poter competere anche in ambienti tradizionalmente ostici e i terzisti riescono ad aver un vantaggio strategico: chi vuole governare Messina deve allearsi con loro, pena la "coabitazione". Ma a livello nazionale l'UDC può approfittare di questo voto? Da un lato si mostra un "nocciolo duro" che ora accanto a FI e AN vede la Lega e non l'UDC, considerata alla stregua di una rifondazione comunista del cdx. Questa sconfitta, può attirare voti incerti nel Polo? L'elettore può preferire l'UDC alla Margherita, l'udeur e l'Italia dei valori? Cesa vuol farcelo credere. Inanto si affaccia anche Scelli sulla scena politica e vuole costruire una UDC dei giovani dal sapore di destra sociale o per meglio dire di "centro sociale". Tutto ciò non fa bene all'UDC, non sufficentemente antiberlusconiano come la margherita, nè antileghista come l'udeur, nè antimafioso come Di Pietro e ora appare pure come partito di vecchi e pieno di clientelarismo contro uno Scelli che vuole crearsi i suoi "papaboys", difensore dei problemi dei "ggiovani" e dei lavoratori del campo sociale. Insomma, se FI piange l'UDC nazionale non può ridere anche se riceve una boccata d'ossigeno. Su www.terrelibere.it si interrogano sulla questione del ponte. In effetti la tesi che essere contro il ponte faccia perdere consensi SEMBREREBBE meno vero che nel passato: i no TAV arriveranno pure qui? * Inatanto Genovese promette di essere il sindaco di tutti, Lo disse pure Coffeati: attendiamo trepidanti la sua gestione in coabitazione.
*ricordiamo però che Legambiente andava trionfante dal Maurizio Costanzo Show con le lenzuole piene di smog ( "raccolte in una normale giornata nel centro di Messina" ) Il ponte leverebbe lo smog dei camion dal centro della città e questa è una cosa ancroa abbastanza apprezzata dal popolo messinese.
La Sicilia, si sa, è il laboratorio della politica italiana. D'Antoni aveva speso la sua esperienza nella Cisl in "democrazia europea", ma il 2,4% alle politiche era troppo poco per creare un polo alternativo. Le elezioni messinesi sono un'importante termometro. La "fine" del berlusconismo porta alla costituzione del terzo polo? Può riuscire Lombardo dove D'Antoni, forse per sbagliata tempistica, aveva perso? elezioni davvero provvidenziali: se Nunzio Romeo, il candidato "alternativo" si attesterà sul 6-7%, vorrà dire che non esiste nessun polo centrista costruibile. Un terzo dei voti dell'UDC provengono dalla Sicilia, quello siciliano è l'unico governatore dell'UDC
.Fuda a Reggio Calabria passa col csx è un segnale importante.
Messina è la quintessenza della Sicilia, anche se forse più ideologicamente di dx, o per meglio dire anticomunista ( la patria di Gaetano Martino e della conferenza di Messina del 1954 ) La satira di Albanese, forse l'unica vera satira del panorama italiano, colpisce duro nel punto dolente: parla di una classe politica un pò trasformista che elargisce i lavori ai disoccupati che lo hanno eletto. E la sinistra che fa? Perchè la contrazione del polo delle libertà non avvantaggia la sx? Perchè nel luogo in cui si farà il ponte i verdi hanno pochissimi voti * ( al contrario persino dello sdi, essendo ancora radicata da noi una certa classe politica di matrice socialista ) Oggi la sinistra dice che manca la società civile a Messina che tradotto nella lingua reale ( e quindi di cdx, visto la sx trasforma i termini veri ) vuol dire che manca la BORGHESIA.
Perchè gli abitanti di Gaza ( come li ha definiti Prodi ) pur non votando per Berlusconi, non votano Prodi? La sicilia ha partorito importanti menti e movimenti politici progressisti ( dai fasci siciliani alla rete di Leoluca Orlando, persino il partito popolare nato in contemporanea di quello fascista e comunista rende manifesta l'autentico spirito libertario della gente siciliana e una Borsellino vuole ripetere l'esperienza Vendola, cosa che neppure in Lombardia i farà ) Perchè dal crollo del muro di Berlino la la sinistra non si è espansa? Non possiamo dare la colpa al fatto che manca il vero ceto terziario delle moderne società avanzate che si sente rappresentato a sx, al contrario dei lavoratori statali e autonomi più lontane dalle lotte sindacali.
Abbiamo un esempio concreto vicino: la Campania. Ha mafia ( anche se di tipo diverso), disoccupazione, carenze urbanistiche e TRAFFICO. Perchè in Scilia Cuffaro e in Campania Bassolino? Il voto è fortemente "clientelare" in entrambi i casi, ma il tutto nasce da una diversa matrice culturale: la Sicilia è molto scettica nei confronti della natura umana, mentre la Campania è più anarchica e percepisce lo stato come un abuso. Sicilia come propulsore di "nation building", mentre la Campania terra di conquista? E poi: che differenza c'è fra Cuffaro e Bassolino nell'amministrazione della cosa pubblica? Bianco e rosso sono solo folklore locale?
Io, da genuino monarchico, sono scettico nei confronti delle rivoluzioni e dei movimenti popolari tous court, visti i mediocri risultati di USA, FRANCIA, RUSSIA, IRAN. Non sno le elezioni, nè i girotondi che migliorano una società, ma una classse dirigente illuminata ( non dal popolo, ma da "Dio" ), che governa NONOSTANTE l'opinione del popolo. Solo entro questi termini ho un modo di pensare simile a Sgalambro. «Siamo al trionfo della plebaglia. Fognature», eruttò schifato Manlio Sgalambro, poeta, saggista, scrittore e paroliere di Franco Battiato a commento della disfatta catanese che sanciva il progressivo affermarsi in Sicilia di un fenomeno di solito più noto in Sudamerica che in Europa e cioè il rovesciamento dei voti di protesta non sulla sinistra ma sulla destra perfino quando la stessa destra, come in Sicilia, è al potere. Una invettiva isolata. Ed evitata, grazie a Dio, da tutto il resto della sinistra. ---l problema centrale: perché non riesce più a parlare con questa che è stata la terra di Pio La Torre, di tanti leader sindacali coraggiosi, di comunità cresciute intorno a miti come quello di Portella della Ginestra? Questo è il punto. Certo, il tema è spinoso. Se fosse stato preso di petto prima, però, forse l’Unione non sarebbe oggi alle prese col problema che la tormenta oggi: cosa fare, alle primarie? Con chi riaprire il dialogo con quella che certi snob vedono solo come la faccia moderna dell’antica «plebe frumentaria»?
Il corriere non ha mai peli sulla lingua. Credo inoltre che ci sia un ulteriore motivo che rende più difficile l'insediamento della sx in Sicilia: tangentopoli. Io credo che tangentopoli sia stato in parte percepito come un attacco a 2 precise regioni, Lombardia e Sicilia, che guardacaso sono quelle dove la sx ha meno voti. Siamo in un paese in cui nascondere un mafioso è farvoreggiamento, ma se invece si nasconde un terrorista isalmico no, anzi bisogna difendere lo stato di diritto contro l'arroganza del potere politico. Facciamo milioni di intercettazioni solo per per fare le nostre congratulazioni di persona ai terrroristi islamici. Tutto questo credo in Siclia sia vissuto in maniera più forte che altrove. Viviamo un buon rapporto con la Tunisia, repubblica socialista, e col suo governatore Ben Alì, molto amico di Craxi. Un siciliano della strada non creda che capisca bene il motivo per cui facciamo parlare nelle università dei fondamentalisti e poi nel contempo critichiamo con veemenza quei governi arabi ostili all'odio religioso e politico. Preferiscono il partito dell'amore, magari corrotto, di Mubarak, Ben Alì e Berlusconi, all'incerto e ambiguo movimentismo dei Fratelli Mussulmani e degli intellettuali marxisti nostrani.
Se da un lato l'on. Bersani promettte " più grandi opere" di quelle del cdx, dall'altro esistono settori importanti a sinistra contro un'opera come il traforo alpino per la ferrovia ad alta velocità. Sarebbe facile ironizzare sul fatto che tale opera consentirebbe di spostare quotaparte dei trasporti su gomma alla ferrovia, come fortemente richiesto dai verdi. Verdi, parliamo di quelli italiani, che riescono sempre a dire NO, o almeno a fare la figura di quelli che dicono sempre NO.
Di certo la classe politica di turno ha un discreto interesse nel promuovere certe opere infrastrutturali: raccolgono un discreto successo nei confronti degli elettori e soprattutto nei diretti interessati, promuovono l'occupazione anche se provvisoriamente e ultimo ma non meno importante rafforzano i legami con vari settori industriali.
Molti studiosi terzisti ( www.lavoce.info), intesi come elementi scettici nei confronti delle scelte del decisore politico, muovono forti dubbi nei confronti di varie opere infrastrutturali a loro avviso portatori più di immagine che di sostanza.
Accade adesso che se lo stato vuole fare qualcosa di realmente conveniente alla collettività dovrebbe a mio avviso fare un approfondito confronto fra due divere strategie.
La Padania comincia a sentire in certi punti del traffico provocato dallo spostamento di merci dall'Europa dell'est. In effetti sarebbe utile uno dei seguenti interventi: operazioni per consentire il traforo alpino ad uso della ferrovia ad ala velocità o raddoppio di quello autostradale.
La scelta fra i due progetti dipende anche dalle strategie che lo stato dovrebbe perseguire per sfruttare appieno la scelta intrapresa.
Per rendere fruttuosa la spesa notevole per il traforo ferroviario lo stato dovrebbe incentivare le aziende con agevolazioni fiscali che trasferiscono i loro traporti su ferrovia e consentire anche lo sviluppo di nodi logistici appropriati, vista la ben nota carenza in Italia come altrove, enfatizzzata anche dal tessuto produttivo italiano fortemente atomizzato. Solo un'adeguata pianificazione di nodi logistici renderebbe praticabile dalle aziende la riduzione del traffico su gomma. Una tale operazione richiede una profonda conoscenza del territorio e profondi studi appropriati. La questione è dunque capire se la regione ha la potenzialità strutturale per cambiare sostanzialmente le proprie abitudini di trasporto. Anche se l mercato interno è largamente maggioritario, servirebbe pure verificare che i partner stranieri perseguiscano lo stesso obiettivo per non vanificare la scelta progettuale.
Nel secondo caso invece abbiamo meno problemi di carattere teorico. I costi del raddoppio sono drasticamente minori e non si tratterebbe di cambiare abitudine al tessuto produttivo, anche se in tale eventualità bisognerebbe tnere in conto TUTTI gli ulteriori costi che nell'intera rete stardale andrebbero fatti per sostenere la domanda.
E' sempre stata una tradizionale bandiera dei verdi quella di promuovere il trasporto ferroviatio, in quanto ritenuto dal minore impatto ambientale. In effetti le cose nel caso specifico sono piuttosto complicate. Per favorire tale mezzo sono richiesti importanti operazioni geotecniche dall'elevato costo ambientale, specie per quanto riguarda le falde acquifere. La tecnologia automobilistica produce auto sempre meno inquinanti. Anche a fronte di aumento del flusso degli autoveicoli, l'emissione di sostanze inquinanti diminuisce. In questo scenario lo stato dovrebbe incentivare l'uso di macchine meno inquinanti ( "inquinare è un pò rubare"), anche attraverso diversificazione dei pedaggi autostradali.
Anche senza fare vere analisi sembrerebbe quest'ultima opzione meno rischiosa e forse con maggiori benefici, inteso nel senso generalizzato, come unione dei vantaggi strettamente economici e di quelli ambientali.
Ma questo vorrebbe dire non credere ai treni ad alta velocità. Siamo disposti a questo? E' una sfida che ci porta unicamente alla sconfitta? Come si spostano gli europei? Finora ho focalizzato solo il trasporto merci. Quello delle persone ha certamente vari benefici, a fronte però di elevati spese. In questo caso però credo che si tenda a sotttostimare i vantaggi per le persone. I prezzi ombra sono molti e spesso sottostimati. Qui il confronto bisogna farlo col trasporto aereo. Io ho contato
1) il vantaggio netto di tempo ( circa 2 ore e cinque minuti ) nella tratta Torino Lione in meno su ferrovia rispetto a oggi.
2) costo monetario e tempio impiegato per raggiungere l'ereoporto
3) tempo impiegato per ritirare i bagagli e in generale le attese.
4) costo dei bagagli smarriti ( non tanto trascurabile secondo i fatti di cronaca riportati, specie nei grandi areoporti )
In effetti sembrerebbe il treno concorrenziale anche per una tratta come Milano Parigi. Anche considerando i prezzi stracciati certe compagnie aeree, il costo totale per passeggero, comprensivo dei costi dei trasporti accessori come i taxi, potrebbe essere comunque elevato.
Io stesso da Roma per andare a Messina preferisco il treno. Garantisce piena libertà con i bagagli, posso comprimere per bene i tempi di attesa ( raggiungere la stazione con i mezzi pubblici ha un tempo medio più certo ) E se lo faccio io per una tratta in cui la velocità commerciale dell'eurostar non è elevata, perchè non dovrebbe farlo un utente di Milano che probabilmente impiega più tempo per raggiungere certi areoporti e usufruirebbe di treni più veloci?
Lo stesso progetto dell'alta velocità è cruciale per incrementare il turismo, specie giovanile che è discreta fonte di reddito. Ridurre i tempi di trasporto è di capitale importanza: l'Italia è piena di cittadine da visitare. I turisti, e non solo quelli giovani, trarrebbero giovamento da una riduzione del tempo impiegato sui treni, che potrebbero "investire" in veder mostre e musei: inutile fare qualche mostra in più se poi non aumenta la gente che va a vederla. Liberare tempo ai turisti li incentiva a venire in Italia. Lo stesso surplus di tempo è fonte di maggiore guadagno, si passa più tempo nei bar o nelle gallerie d'arte. E queste risorse, non prima, possono essere investite in cultura, cultura che viene visssuta dagli utenti che hanno il tempo per apprezzarle. Ecco l'unico modo per creare un circolo virtuoso che valorizzi il nostro paese: garantire brevi tratte (in cui l'aereo non può essere un concorrente ) compiute in pochissimo tempo per ridisegnare i viaggi turistici e render più accattivante la proposta culturale effettiva del paese, contribuendo ad elevare la spesa procapite giornaliera dei viaggiatori.
Quest'ultima opportunità amplia l'ambito di analisi riequilibrando a favore degli investimenti nell'alta velocità. Questi non sono utitli sono in zone altamente urbanizzate con elevato numero di pendolari come in Giappone o Cina, ma possono creare la differenza in Italia.
Parlare di riqualificazione culturale capillare in Italia, discutere di attrazioni turistiche senza prendere in considerazione una questione TERRA TERRA come il trasporto è vano. Mai ci sarà un aereo diretto da Valencia a Venezia, ma un treno ad alta velocià è una cosa fattibile e ciò anche a costo di avere qualche manifestazione culturale in meno a breve termine. Il trasporto delle persone rimane cruciale per stabilire la convenienza fra le varie scelte di intervento. Ma nessuna analisi può prevedere concretamente l'impatto sul turismo. Rimane una sfida del paese, se decide di accollarsi tale rischio, se crede in un forte aumento del guadagno del settore. Fra le alpi parliamo di 2 ore e cinque minuti.
1) nell'antica grecia le donne che facevano l'antico mestiere usavano degli zoccoli segnati che lasciavano come impronta la scritta "seguinmi". Verrà da quest'aneddotto uno dei 99 modi per dire prostituta?
2) il caso della donna con problemi di memoria gravi che ricorda berlusconi come uomo imprenditore ricco, che da delle tv e si è dato in politica dice una cosa notevole. Non tanto sul bombardamento mediatico del Premier, ma si processi gnoseologici. Aveva ragione Jung. Il ricordo di Berlusconi è inserito in una pista "iconologica" del cervello. In effetti Berluscoti rappresenta il magnate per eccellenza nel globo: è presidente di uno stato, ha le tv, giornali, editoria e una importante squadra di calcio, parla in modo colloquiale con gli elettori e in modo molto dialettico con gli avversari. Se per Platone nell'Iperuranio esisteva accanto all'idea di triangolo quella della "cavallinità", potremo ora aggiungere quello della "berlusconità". Il potere iconologico è tale che esiste un genere letterario: quello sui romanzi in cui viene ucciso Sivlio Berlusconi. E' entrato ormai nel subconscio collettivo, sognarlo ha un significato profondo e forse vale pure un terno al lotto.
3) Visto che la comunicazione televisiva non soddisfa il Professore, farà una marcia ehm... una manifestazione alias scampagnata a Roma sulla legge elettorale e la finanziaria che taglia alle regioni e alla sanità secondo l'Ulivo. Poi l'espresso parla male della gestione Storace della Lazio per l'eccessiva Spesa sanitaria. Si mettessero daccordo, allora fa bene lo stato a tagliare SI o NO? Ma forse anche l'espresso non parla bene dell'UNIONE---
3 bis) e visto che la manifestaione di sabato non bastava, lunedì c'è pura il blocco del traffico per le esercitazioni di terrorismo.

Una notte bianca con un'acquazzone diluviano. Dopo il black out di 2 anni fa Dio merita una risposta: Veltroni, Roma non è la città dei balocchi! 500 eventi sono troppi, pensiamo anche alla pulizia delle strade ( e quest'anno c'è pure l'influenza aviaria e piccioni ci stermineranno! ). New Orleans è più vicina.
non ho scritto nulla su Katrina, ci ha già pensato il magnissimo ac reverendissimo Chistian Rocca
Uno sciacallo della Bbc, la stessa tv che mesi fa non esitò a inventarsi uno scoop per abbattere Tony Blair, ha proclamato che “un dittatore straniero avrebbe risposto meglio” di quanto ha fatto George W. Bush innanzi al disastro provocato dall’uragano Katrina a New Orleans. La cosa che lo sciacallo della Bbc e i suoi colleghi americani e italiani fingono di non ricordare, impegnati come sono nel piano quinquennale di cambiamento del regime a Washington, è che gli Stati Uniti d’America non sono una dittatura. Si dà il caso che siano una democrazia. E non una democrazia qualsiasi, ma un paese a struttura federale, un’unione tra Stati sovrani. Per intenderci, Washington è una Bruxelles che funziona bene. Bush è un José Manuel Barroso eletto democraticamente e con poteri di spada, moneta e amministrazione (di parte) della giustizia. Quello che gli sciacalli ideologici non sanno, ma se lo sanno è ancora più grave, è che il presidente degli Stati Uniti non ha nessuna competenza sull’ordine pubblico delle città, che dipende dal sindaco (il fatto che il sindaco di New Orleans sia un democratico, ovviamente, è ininfluente). Il capo del governo federale non ha l’autorità di imporre le sue politiche, i suoi piani, il suo volere sui governatori (il fatto che la governatrice della Louisiana sia una democratica, ovviamente, è ininfluente). Al contrario di quanto pensano gli editorialisti di Repubblica, è esattamente vero che Washington possa inviare truppe in Iraq e in ogni angolo del mondo, ma non in Alabama o in Mississippi o in Louisiana. Si chiama federalismo, un modello di cui gli sciacalli ideologici e i saccheggiatori politici dovrebbero aver sentito parlare. Non bisogna essere dei luminari della politologia moderna per sapere che la Guardia nazionale dipende dagli Stati membri e non dalla Casa Bianca. Non è necessario essere dei costituzionalisti di grido per intuire che il presidente americano non può ordinare né predisporre né organizzare l’evacuazione delle città, a meno che il sindaco e il governatore non gli abbiano dato via libera. Un via libera che non c’è stato, che è stato rifiutato, che è stato respinto, nonostante una precisa richiesta della Casa Bianca quando è saltata l’organizzazione locale. Il Washington Post di domenica e poi ancora di lunedì, dopo aver scritto che “fin qui l’immediata risposta del governo federale sembra proporzionata all’entità del disastro”, ha raccontato che la governatrice, Kathleen Blanco, non ha voluto affidare la sicurezza del suo Stato ai federali. Ve l’hanno raccontato i nostri gazzettieri? No, ovviamente no. Secondo il piano di Bush, il generale Russell Honoré avrebbe dovuto prendere il controllo, poi guidare ed eseguire il piano di evacuazione, ma l’accordo è stato rifiutato. “La governatrice – ha ammesso candidamente la sua addetta stampa – avrebbe perso il controllo di una situazione che aveva guidato fin dall’inizio”. Se Bush fosse stato un dittatore, come scioccamente suggerisce lo sciacallo della Bbc, non avrebbe chiesto alla governatrice Blanco di emanare un ordine di evacuazione obbligatoria, l’avrebbe fatto di persona. Se fosse stato un dittatore, non avrebbe domandato alla governatrice di schierare la Guardia nazionale, l’avrebbe deciso con un cenno del capo oppure avrebbe forzato i parametri della legge anti insurrezione e tolto autorità a sindaco e governatrice. Se Bush fosse stato un dittatore, non avrebbe avuto bisogno di chiedere il permesso alla governatrice per far entrare i militari nelle zone colpite dall’uragano. Se fosse stato un dittatore, oppure solo il premier di un paese non federale, avrebbe fatto sgombrare i residenti armi in mano. Avrebbe dato ordini, invece che fare richieste. Ma Bush non è un dittatore. Eppure la colpa è sua, qualsiasi colpa è di Bush. Ha provocato lui Katrina, con le sue politiche dannose per l’ambiente, nonostante l’effetto serra e Kyoto con gli uragani non c’entrino nulla e neanche di striscio. I giornali italiani citano a metà, solo a metà, un unico professore del Mit che sostiene il contrario ma non raccontano che la sua teoria non è provata, anzi è provato che contiene un errore. C’è chi dice che il ritardo delle operazioni di soccorso sia stato causato dalla guerra in Iraq, dalla decisione di inviare la Guardia nazionale in medio oriente, ma non racconta che il 70 per cento dei contingenti era attivo e in servizio a casa, agli ordini dei governatori. Tra l’altro, se c’è una cosa che la guerra al terrorismo di Bush ha provocato, al contrario di quanto scrivono gli sciacalli, è proprio una maggiore preparazione delle strutture federali a una catastrofe del genere. Non sufficiente, certo. Ma prima non c’era nemmeno questa. C’è anche l’accusa di aver tagliato i fondi per la riparazione degli argini del Lago, ma l’argine che ha ceduto è proprio quello appena rinnovato, rinforzato e finanziato, come ha ammesso il New York Times. Infine i saccheggi: colpa di Bush, come se la polizia di New Orleans dipendesse da un inesistente Viminale di Washington. A New Orleans è successa una cosa semplice: una catastrofe naturale ha fatto più danni del previsto e la catena di comando locale è andata in tilt nelle 48 o 72 ore necessarie all’arrivo dell’esercito. I giornali radical chic sfruttano la tragedia e provano ancora una volta ad affossare Bush. A fine estate è sempre un affare comprare le azioni Bush, ma stavolta la grande manipolazione sul caos provocato da Bush potrebbe riuscire. Così otterranno una svolta di destra, law and order, alla Rudy Giuliani.
ps su Creonte disonesto sarà per la prossima!
per il tg3 l'inflazione percepita è un'invenzione dell'istat, "credi di non arrivare a fine mese, ma è solo un'impressione". in casi del genere ci dovrebbe essere l'immediata radiazione dall'albo professionale per manifesta mala informazione. esiste sempre una inflazione percepita, in quanto tendiamo a notare maggiormente i costi dei beni di consumo più diffusi ( pane, benzina, telefonino...) e meno quelli rari ( computer, vacanze, automobile... ). Ma nel passsaggio all'euro c'è una ben altra forma di inflazione percepita, dovuta al particolare valore nominale della moneta euro: essendo 1 euro 1936,27 e tendendo ad approssimare i conti a 2000, si ha un automatico aumento virtuale del 3,3% da aggiungere all'inflazione reale. Ma questo per il tg3 è solo una figura retorica inventata dall'istat per compiacere il governo berlusconiano reo di non saper controllare i prezzi. Un vero insulto per un'istituzione non governativa, che fonda la sua autorevolezza soprattutto oggi che deve rispettare le normative di statistica in ambito comunitario. Ma che bisogna aspettarsi da gente che critica persino la Croce Rossa? Una distorsione dei fatti inammissibile in uno stato civile.
Lombardo: quale altro nome per il leghista del sud?
Germania: il prossimo anno non ci sarà nessuna squadra della Geermania dell'Est in serie A. Il muro di Berlino è caduto su di noi. Invece in Italia Palermo è sesta e Messina settima! non c'è un minoranza della popolazione "povera", ma una minoranza della popolazione "ricca" ( Milan e Juve ).
Sicilia e Baviera: da sempre l'UDC siciliana è vicina al CSU bavarese, il zentrum ottocentesco ha conquistato il cdx tedesco grazie alla caduta del mito prussiano. La Sicilia riconquisterà il continente?
Battiato: per lui Bianco avrebbe cambiato in meglio la città. Sgalambro ammette che hanno vinto la plebaglia, ma un bel colpo di stato non lo potete fare? Per Gullotta è la calata dei mongoli ( forse in riferimento dei siciliani che lavorano nel continente? )
San Baudo ora pro Nobis.
In esclusiva i commenti a caldco di alcuni blogger:
Masso: mia moglie ha preso la cittadinanza di Enna.
Adriano: Mai stato in Mongolia
Senzapiutempo: Ho buttato i cd di Franco
Atarax: Per le politiche mi traferisco e uso il metodo americano: "vote for sex"; mi immolo per la società civile italiana, per dispiacer di Mau.
Nilo: nella mia terra natìa per far fuori Follini.
Luca: Sei contento Creonte, eh?
La presenza americana è ingombrante; quanto tempo deve restare? «Quanto occorre, nè un giono di più nè uno di meno per sgomberare la strada verso la libertà, non per donarla, perchè la libertà si costruisce da soli. Così è stato anche in Italia o in Gremania nel ’45. Ma la democrazia non si fa in un giorno. Pensi alla Francia ci sono state due monarchie, due imperi, due dittaure, il Direttorio di Vichy e due repubbliche...La maggior parte delle democrazie europee e giovane e tenero. Considerando il passato della regione, gli iracheni stanno procedendo eccezionalmente bene». oltre che combattere la dittatura in Italia e a combattere la coca cola all'università ( Marcos direbbe " cazzo, compagno, è solo una bibita!") la sinistra deve trovare interese per il MONDO come il partito radicale transnazionale. Guardate la nuova trasmisione della Nirenstein il sabato alle 18:00; ha intervistato Margherita Boniver, la fondatrice di amnety Internatinal in Italia.
da sola non posso farcela, ho bisogno dell'aiuto di qualcuno... farò dei sit in, lancerò pietre verso la reggia, o forse non mi conviene? Devo stare attenta, mio fratello mi protegge dal basso di questa terra. Ah, che idea... ora so che fare!
Eppure dovremmo averlo capito che la mafia si nutre dei nostri paradossi. I calembour, gli ammiccamenti, i giochi di parole, certi micidiali ossimori… L’ultimo, il più inflazionato, ce l’ha riproposto Sgalambro sul Corriere di venerdì: la mafia dà lavoro, è la vera fonte di ricchezza per la Sicilia. E certi personaggi della terra di mezzo, quei cavalieri di Catania felici di stringere patti con il diavolo pur di collezionare appalti, erano la sola economia possibile. Peccato, dice Sgalambro, che furono eliminati «moralisticamente». Si tratta di vecchie pose retoriche. Che la mafia dia lavoro e distribuisca piccioli al popolo lo diceva anche Vito Ciancimino, negli anni in cui i suoi descamisados venivano mandati ogni mattina a far rumore davanti al municipio di Palermo. E in certi circoli perbene di Catania c’è sempre un brindisi alla memoria dei cavalieri (che non furono eliminati: fallirono, quando appresero dai giudici che gli appalti bisognava vincerli, non comprarli). Uno dei nostri problemi è questa figura letteraria d’intellettuale alla granita: un tavolino che s’affaccia sulle pietre laviche della via Etnea, la brioche calda di forno, le mandorla e i gelsi con uno spruzzo di panna e poi giù, a benedire e rimestare come se si fosse al palco buono della lirica: i mafiosi e gli antimafiosi, i piagnoni e i malacarne… La verità ha tinte più dimesse, immagini slabbrate, verità brevi. Quell’Ercolano, per esempio, il vice di Santapaola che hanno arrestato una settimana fa. Dice Sgalambro che basta guardarlo per capire che è solo una caricatura del male, così vecchio, così sbilenco… Certo, ci si può limitare a questo, un’estetica della mafia, come ai tempi dei Beati Paoli. Altrimenti c’è la cronaca. E cioè la solerzia mafiosa con cui quel vecchio e la sua famiglia controllano da vent’anni l’80 per cento dei cantieri edili della Sicilia Orientale: tutti i movimenti, centinaia di subappalti in nero, giro d’affari da milioni di euro. Il vecchio Ercolano, di venir bene nelle foto segnaletiche - con rispetto parlando - se ne fotteva. Lui faceva soldi, non defilé. È questo il punto. Andare oltre la linea delle granite e accettare di sporcarsi le mani con la verità delle cose non è un hobby da gentiluomini. Ma è l’unico modo per capire di quali vizi siamo figli. E in questo Sciascia c’era d’aiuto. Non perché insegnasse, come dice Sgalambro, le buone maniere: al contrario, Sciascia raccontava le cattive maniere, l’indole reticente, il gusto di non dire mai, l’obliquità della Sicilia. E di fronte a un ceffo come Ercolano, Sciascia non si sarebbe fermato al suo profilo plebeo, che è esercizio facile ma inutile: avrebbe riconosciuto, dietro quello sguardo, la magnificenza di un potere mafioso che non verrà mai scalfito solo dalle manette. Ogni anno l’economia siciliana paga a Cosa nostra una tassa da sette miliardi di euro. Per simmetria, la Sicilia è all’ultimo posto in Europa per investimenti sull’innovazione e la ricerca, e al primo per la disoccupazione giovanile. Un quarto delle famiglie oggi vivono sotto la soglia della povertà, i treni viaggiano alla stessa velocità della Napoli-Portici del 1836 e intanto le campagne crepano di sete per aver permesso ai mafiosi e ai loro amici, negli anni dell’impunità, di costruire mezza dozzina di dighe mescolando sabbia al cemento: crepate e abbandonate il giorno stesso dell’inaugurazione. È questa l’economia mafiosa. Cioè l’accumulazione parassitaria di profitti inimmaginabili nelle mani di pochi, proprio come accade nei malandati vicereami dell’America Latina dove il due per cento della popolazione possiede il 90 per cento delle terre. Quando i cavalieri di Catania erano all’apice della loro gloria, c’era un assessore regionale, uno che tenevano sui libri paga, che dispensava ogni anno metà dei fondi regionali per l’agricoltura alle sole aziende di quei quattro signori. Gli altri trentamila agricoltori siciliani dovevano arrangiarsi con quello che rimaneva. Feudalesimo mafioso, altro che ricchezza! Solo che a raccontare tutto questo, con nomi e cognomi, non si fa filosofia: si fa la storia. Che laggiù puzza, è sporca, ha l’alito pesante delle troppe parole ingoiate. Eccoci alla linea delle granite: se non la oltrepassi, campi cent’anni. Ma non capirai mai un accidente. E a quel punto, come lascia intendere Sgalambro, tanto vale dedicare una piazza di Chicago ad Al Capone. E intitolare a Santapaola il lungomare di Catania.
Giustiza come la mente della Franzoni: ma non dovrebbe essere amministrata in nome dell'uomo qualunque? Cogne: chissà cos'è successo; uno psichiatra ha detto che nella mente della Franzoni c'è il caos. Novi Ligure: Omar deve rifarsi una vita, in qualche maniera Desy: il suo assasinio uscirà presto. Andreotti: ma se è mafioso xk non è in cella? Berlusconi: ma se è un corruttore, xk non è in cella? Gioiellieri: xk vanno in galera se uccidono per sbaglio un ladro? Eutanasia: xk una madre che ha ucciso il figlio malato deve farsi 5 anni? Perchè quattrocchi è un mercenario e Ansar Al Islam è solo un partito politico? Perchè non c'è chiarezza sulle "stragi di stato"? Perchè le banche italiane e lo stato argentino non si pigliano le loro responsabilità? Perchè paghiamo tanto in controlli e ci son voluti decenni per scorpire il buco parmalat? Perchè rai 3 parla della mafia in Sicila e non della Campania, in cui le donne sono urtate dalla presenza dei carabinieri? Perchè un carabiniere solo xk indagato sui fatti del G8 deve ricevere una bomba a casa? A che serve la giustiza se non sa fare chiarezza ed è persino lenta? Perchè i paesi che hanno una minore autonomia della magistartura (cioè tutti) hanno precessi più rapidi (cioè tutti). Sul Primato della "vera giustizia" (ovvero la politica) La politica ha un primato sulla giustiza, chi pensa che non ho capito i fondamentali dello stato di diritto e della divisioni dei poteri si sbaglia. L'attività politica travalica il normale agire, quello per cui i tribunali son stati inventati. Kossiga, quello con la kappa, è un ammiratore del terrorismo basco; Mitterand ha deciso che i brigatisti italiani potesssero vivere in Francia; Craxi fece volar via il dirottatore dell'Achille Lauro; i 19 terroristi più importanti assediati nella basilica son stati accolti in alcuni paesi europei ( ma non in Francia, Gran Bretagna e Germania). Decidere se un gruppo militare è legittimo o no è un'attività politica; il Papa ricosceva lo stato sudista, ma per i nordisti era illeggittimo; lo stesso Papa non riconoscerà lo stato italiano, per lui non legittimo. Per il 90% dei mussulmani Israele non è uno stato legittimo. Quando in Portogallo negli anni '80 ci furono i comunisti nel governo, la Nato lo espulse dai colloqui. Vivere dentro la SOCIETA' CIVILE non ci deve far dimenticare che esiste la SOCIETA' DELLE NAZIONI. Nel mondo internazionale il "legittimo" non lo può stabilire un giudice, ma un politico. I magistrati italiani si vantano dell'apprezzamento da parte dell'ONU del fatto che non hanno usato leggi speciali per la lotta al terrorismo rosso; ma il terrorismo rosso è crollato con l'autogol del caso Moro ( guardacaso han rapito lui e non Andreotti, più distatnte dal PCI ). Il magistrato ha forse fatto bene a non mettere in cella i terroristi di Ansar Al Islam: su terrorismo e partiti politici dovrebbe essere consulato il parlamento. Ora che Fini e Casini si son pronunciati, in appello PER ME vanno messi in galera. Vattimo ragiona bene a metà: dice che sono come i partigiani. Io direi come i repubblichini, ma è lo stesso: i politici decidono chi mettere in galera e chi no, xk nel terrorismo conta più l'intenzione che il fatto: in Francia c'è uno che per il comunismo aveva ammazzato in Italia 4 persone e lì faceva lo scrittore xk ANDAVA BENE COSI' A MITTERAND. Non possiamo pretendere giudizi politici dai giudici; xk uno che mette una bomba per il comunismo dovrebbe ricevere un trattamento diverso da chi lo fa per gli animali, o per il capitalimo o per l'agricoltura? Devono ricevere trattamenti diversi, xk il giudizo politico e il giudizio della gente è diverso.
Ha postato Vetriolo:
Creonte col suo post è riuscito a stimolare la mia fantasia, i pensieri, i dubbi filosofici e mi ha fatto capire quanto sia importante il gioco nella vita. Ecco a voi alcuni esempi tratti dal suo post "Ancora sul fumo" :
Se c'è dipendenza dalle sigarette (e c'è, così come c'è la dipendenza dall'alcol, dall'incapacità politica, dall'eroina, dalla televisione, ecc. ecc.) significa che le sigarette rispondono in modo sbagliato a dei problemi reali che hanno le persone in quanto le dipendenze in quanto tali sono negative. E cosa si fa per risolvere il problema? Si da la Tachipirina al malato con la febbre, poi a curarsi le cause della febbre, che sia raffreddore o epatite, ci pensa lui, chi se ne frega. Un modo di affrontare i problemi davvero tragico, basti vedere la storia delle leggi sull'aborto.
Scusami Creonte ma il tuo modo di vedere il mondo è esattamente ciò che combatto da anni in quanto base feconda dei fascismi : pochezza argomentativa e amore per la soppresione degli altrui pensieri, due disastri in un corpo solo.
I miei commenti:
un tale post merita un commento adeguato. Per ora dico solo che stimo Oriana come giornalista, ma sono abbastanza lontana dalle sue idee. destra vuol dire focalizzare le responsabilità personali, sinistra quelle collettive. Per le sinistre generalmente le colpe sono della società, per le destre sono delle persone. Inevitabilmente il mondo è un mix dei due. Hai crticihe interessanti al mio pensiero, ma ancora non ti (vi) comprendo: xk la legge non andava fatta? Sirchia ha detto che è allo studio qualche forma di riduzione dei prezzi dei medicinali per smettere di fumare ( non c'entra nulla, ma andava ricordato ).
ti riporto alcuni commmenti del mio blog:
ma stiamo sopravvalutando 'sto finto problema del fumo? mi pare che in irlanda stia andando tutto bene da quando è entrata in vigore la legge...nessuno ne parla, perche?
Zoettona
Beh Carlo (Zoettona) per me ha ragione. Chi vuole fumare è liberissimo di farlo, senza pretendere però di imporre il proprio fumo agli altri....dov'è lo scandalo? Ciao Creonte. Alain
Entrambi sono blogger di sinistra per intenderci, e per concludere: mamma mia, che scorpacciata, allora c'è qualcosa che scuote gli italiani più di quell'arbitro moreno
Il merito di Berlusconi
1 dic 2004 - L'Italia era in sciopero ieri: il quinto da quando Silvio Berlusconi è al governo. Non c'è dubbio che rispetto al 2001 tutto è cambiato. Oggi il Cavaliere può contare sul voto di un cittadino su tre, mentre il centrosinistra si riorganizza e la Confindustria prende le distanze. Il sostegno agli Stati Uniti nella guerra in Iraq non è servito a fargli guadagnare credito sul piano internazionale. Per non parlare dei suoi modi di fare eccentrici e talvolta fuori luogo. Ma si può bocciare a priori la sua politica economica soltanto per questo? La riforma fiscale proposta da Berlusconi è forse troppo ambizioso, ma trasformerebbe l'Italia nel paese meno tassato d'Europa. Bisogna riconoscere almeno questo al fastidioso Berlusconi.
La scommessa fiscale del Cavaliere
1 dic 2004 - La visione apocalittica di un'Italia salassata da Silvio Berlusconi, espressa ieri dal suo avversario politico, Romano Prodi, è stata smentita il giorno stesso dall'ultimo rapporto dell'Ocse. "La riduzione delle tasse e la riforma fiscale potrebbero portare una crescita durevole", ha dichiarato l'economista a capo dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, Jean-Philippe Cotis. Il deficit rimarrà quest'anno al 2,9 per cento del Pil e salirà al 3,1 per cento l'anno prossimo. In assenza di riforme strutturali e tagli alle spese, potrebbe raggiungere il 3,6 per cento nel 2006. La crescita resterà debole: 1,3 per cento quest’anno, 1,7 nel 2005 e 2,1 nel 2006. E tuttavia l'Italia, secondo Cotis, "farà meglio della Francia e della Germania".
Le Figaro
Articolo sintetizzato dal riformista: ---------------------------------- C’è un aspetto misterioso nella infuocata discussione sulle tasse, di cui nessuno discute. I sondaggi dicono che se Berlusconi non taglia l’Irpef perde dall’otto al dieci per cento dei voti. Si capisce che non andrebbe con gli alleati del centrodestra, che al taglio resistono. E si capisce anche che non andrebbe col centrosinistra: ci sono molte buone ragioni per volerlo al governo, ma tra queste non c’è di certo il taglio dell’Irpef. ------------------------------ Oggi come allora: 25 NOVEMBRE 1879 - Si ricostituisce il terzo governo Cairoli, dopo una intesa con De Pretis Si, ma tritare la carne rendeva di più in cucina e serviva a sfamare la famiglia a un minor costo: era contro il proletariato questa tassa. Per le tasse troppo alte Masaniello fece i tumulti a Napoli nel seicento contro i borboni. Gli americani fecero una GUERRA contro la madre patria, non tanto per l'imposta sul tè, quanto sul divieto di poter stampare moneta. Un Leader: colui che fa la cosa giusta NONOSTANTE le difficoltà DEMOCRATICHE Un leader: Sharon ha fatto una politica che lo ha messo contro un fetta cospicua del suo popolo: TOGLIERA' LA CASA a molte persone: la politica è andare contro la piazza, prenderre decisioni coraggiose e dolorose. Un leader?: Berlusconi: non riesce a fare le politiche che costerebbero solo UN PUNTO PERCENTUALE DI STIPENDIO DEI DIPENDENTI PUBBLICI.: Follini come Netanyau.
Questo embrione di partito presenta altre preoccupanti caratteristiche. Evidentemente non si fida dei tecnici, visto che tutti i tecnici, Siniscalco in testa, dicono che tagliare le tasse è difficile, forse impossibile, in definitiva inutile. Altrettanto evidentemente non tiene in gran cale i vincoli dell’Europa e le virtù di Maastricht, l’argomento principale di chi avverte che quei tagli non si possono finanziare in deficit. Ne dobbiamo dedurre che, pur amando e rispettando il suo presidente della Repubblica per tutto ciò che fa nel tenere in piedi l’unità nazionale e la patria, non è neanche molto sensibile al suo appello costante a rispettare la disciplina di Bruxelles; e pur gioendo con Montezemolo per i successi della Ferrari, non condivide la sua preferenza per interventi volti a rilanciare l’impresa, più che a tagliare le tasse. Ma allora che cos’è questa gente? Il nucleo duro di una rivolta fiscale? Un elettorato sovversivo e peronista? Si può ancora stringere la mano a uno di loro, quando lo si incontra per strada?
Un dieci per cento di elettorato fluttuante, incerto, e che resterebbe praticamente senza famiglia se Berlusconi fallisse nell’obiettivo con cui l’ha conquistato nel 2001, sembra estremamente appetibile per chiunque voglia costruire un altro e diverso blocco vincente. Considerarlo perso per una prospettiva democratica, solidale e riformista, non sarebbe saggio. Saremmo pronti a scommettere che tra di loro ci sono molti che hanno pagato senza fiatare l’eurotassa di Prodi. Gente che sa che le tasse servono a qualcosa, ma se non capisce più a che cosa si rifiuta di pagarle in nome di un astratto richiamo alla solidarietà sociale o alle presunte virtù del big government. Cittadini che si sono fatti l’idea di poter accedere a servizi migliori di quelli offerti dallo stato usando liberamente una quota del proprio reddito, sottratta alla fiscalità generale. Perfino la sinistra, che nel campo dei valori è pro-choice, dovrebbe comprendere quest’aspirazione alla libertà di scelta, o quanto meno non considerarla sovversiva. E se pure non la comprendesse, dovrebbe comunque temerne le oscillazioni: perché questa fetta d’Italia è potenzialmente secessionista. Può secedere dal patto sociale che tiene insieme la nazione. Chi si preoccupa della coesione sociale, e vuol evitare l’esclusione dei poveri, dovrebbe anche scongiurare la secessione dei benestanti.
Questa Italia è sicuramente mossa da una pulsione individualista. Ma l’individualismo, nelle società capitalistiche, non è un crimine, non è sinonimo di egoismo sociale: è la molla che spinge le comunità a prosperare. Ed è realista, nel senso che è pur sempre disposta a un trade off. Nell’Inghilterra trasformata dal ciclone Thatcher in un paese in cui l’aumento delle tasse era diventato un tabù politico, Blair ha vinto il suo secondo mandato proponendo un prelievo più alto ma finalizzato, una tassa ipotecata: voi datemi più soldi e io vi rimetto in piedi la sanità, tagliando gli sprechi e le inefficienze, e informandovi costantemente di come li sto spendendo (un po’ come avvenne per l’eurotassa: soldi in cambio di risultati). Date un interesse collettivo agli individualisti, una missione nazionale, e loro risponderanno, perché ci vedranno il loro tornaconto.
Invece quest’otto per cento del paese non capisce perché i suoi soldi debbano essere usati per aumentare dell’otto per cento gli stipendi degli statali, visto che è convinzione comune che sono troppi e forniscono servizi scadenti. Non capisce perché debba finanziare il più alto numero di professori e bidelli per alunno d’Europa, senza avere in cambio i migliori studenti d’Europa. Non capisce perché debba pagare per veder funzionare male l’ospedale sotto casa. Non capisce e non si adegua. Qualcuno dovrà parlare con loro. Si può fare alla Berlusconi o alla Blair, ma se nessuno lo fa troveranno comunque, prima o poi, qualche altro Juan Peron che li stia a sentire. E sarebbe un peccato; perché nessuna nuova Italia può essere costruita contro di loro.
Viene subito riproposto alla Camera il progetto di legge per l’abolizione dell’imposta sul macinato. Durante l’animata discussione l’ex ministro delle finanze B. Grimaldi, sostenitore della priorità delle esigenze del bilancio rispetto a quelle della politica, pronuncia la famose frase "ritengo che l’aritmetica non sia un’opinione". Una frase che é diventata celebre, per sostenere che quelle entrate "ora ci sono, quei soldi fanno comodo e quindi sono politicamente ineccepibili e indispensabili per il bilancio dello Stato che ne ha tanto bisogno".
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2 un suicidio è sempre una tragedia, mi è piaciuto far la parte dello stato che vede ai suoi interessi. Perchè è obbligatorio il casco in moto? Perchè non hai il dirittto di ucciderti, neanche se hai ragione di farlo (!)
3 Quindi lo stato di New York è in mano ai Christian Conservatives? L'Irlanda è uno stato pacifista, poi!
4 L'antisemitismo è un fatto concettuale, il decremento demografico no.
5 Effettivamente sembra che sia stao molto cinico, ma l'idea era: il FUMO PASSIVO LEDE I IDIRITTI della persona. Molti fumatori hanno difficoltà a fumare a casa... la moglie non vuole, i figli non vogliono... perchè gli estranei dovrebbero accettarlo se non sono fumatori ?